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Le buone notizie esistono e finiscono in un laboratorio – La Gazzetta del Mezzogiorno, 9 giugno 2013

Il progetto dell’Ucsi: un sito per tentare la sfida

Le buone notizie non fanno notizia ed è per questo che se ne parla poco. I giornali infatti vi dedicano poco spazio e spesso non parlano a sufficienza delle cose che funzionano. Il tutto a vantaggio di accadimenti drammatici e angoscianti che possono anche dare una visione distorta della realtà. Ma adesso, per ribadire il giro di parole, finalmente una buona notizia: è nato, per iniziativa dell’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi) di Puglia, in collaborazione con l’Istituto pastorale pugliese, la Comunità della Società San Paolo e l’Istituto Preziosissimo Sangue di Bari il, «Laboratorio della buona notizia».

L’obiettivo è di far diventare le notizie positive un ordinario strumento di lavoro e non degli eventi straordinari. Quindi educare alla buona notizia facendo emergere l’individuo sulla massa e i piccoli numeri sui grandi numeri. È la rivincita delle vicende edificanti su quelle dolorose che riempiono le colonne dei nostri giornali quotidianamente.

Come? Attraverso lo strumento del laboratorio appunto che coinvolge famiglie, scuole, associazioni, ma anche istituzioni e imprese, avvalendosi di un sito internet (www.buonanotizialab.it ). Quest’ultimo si propone di mettere in rete le iniziative dei

territori, di essere palestra di idee e confronto, di suggerire la buona notizia del giorno, affidata a ragazzi «inviati della buona notizia» e di promuovere un Festival della Comunicazione sociale.

L’iniziativa, poi, mira alla costituzione, nell’ambito dell’attività didattica, di una «redazione» del laboratorio della buona notizia e alla realizzazione di incontri di formazione per insegnanti e genitori interessati che prevedano confronti con tutti i responsabili del progetto. E non a caso è stata scelta la parola laboratorio proprio perché tutti possano entrare in questo ideale luogo di sperimentazione e attraverso il dibattito analizzare il modo di fare comunicazione oggi.

L’obiettivo non è creare uno spazio «chiuso e riservato» per la buona notizia, ma piuttosto far emergere la buona comunicazione che può esserci anche nelle vicende più crude della cronaca quotidiana.

Insomma, ricercare le buone notizie, anche all’interno di eventi «negativi», si può. L’importante è far crescere la convinzione che vi è anche un modo buono per raccontare, nel rispetto delle persone, siano esse protagoniste dei fatti o semplici lettori o telespettatori.

Stefania Di Mitrio


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