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Sopravvissuta ad Auschwitz di Emanuela Zuccalà

Progetto Lettura

Incontro con la giornalista Emanuela Zuccalà

Non credo nelle coincidenze...ma quando ti capita qualcosa nel momento giusto non si può far altro che chiamarla coincidenza, altrimenti con quali altre parole potrei esprimere ciò? Mi riferisco al testo che una libreria ha proposto alla mia scuola e che è stato adottato per i ragazzi di terza. E vi chiederete: "Dov'è la coincidenza ?".

Per le vacanze natalizie anche noi di seconda media abbiamo letto un libro intitolato "Nawal : l'angelo dei profughi": parla di una ragazza che accoglie gli immigrati sulle coste italiane.

Ora, però, non è importante riassumere i due libri ma capire il filo logico che li unisce.

Il fenomeno dell'immigrazione si potrebbe definire una "Shoah 2017": so bene che tra le due realtà tutto è diverso, la Storia, quella con la S maiuscola, è assolutamente diversa. Ma perché parlo di questo? Evidentemente perché la mia scuola ha organizzato un incontro con l'autrice  di "Sopravvissuta ad  Aushwitz" che narra dell'esperienza di Liliana Segre. L'autrice, la giornalista Emanuela Zuccalà, ha avuto la possibilità di intervistarla e penso sia importante parlare e ascoltare le parole di chi ha vissuto la STORIA.

Se ai tempi della deportazione di Liliana qualcuno nelle scuole, magari, avesse parlato di quel che accadeva come noi oggi facciamo parlando in classe di immigrati, scafisti, muri sarebbe cambiato qualcosa?

Ho avuto modo di ascoltare l'esperienza dei campi di sterminio da una persona diversa da mia madre, la mia professoressa o i miei compagni, una persona, Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz che ha visto e sofferto tutto ciò, come ogni giorno Nawal fa, ed è stato interessante il confronto di idee, pensieri e dubbi spesso  messi a tacere.

È stato sottolineato più volte che è importante insegnare ai bambini la realtà storica ed anche la cronaca, renderli partecipi di ciò che è accaduto e accade perché i bambini sono come il DAS: se è nuovo si può ancora modellare...ma se è vecchio rimane duro e se si prova a modellarlo si spezza in tanti piccoli pezzi duri.

Potrete ritenere che leggere libri come questo sia noioso ma provate a pensare che quella è carne, voce, idee, sudore, umanità e cultura di una persona.

 

Rachele Rossi, II media

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