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Pubblicità: crea o distrugge?

Questa la domanda che hanno posto al Forum Bambini e Mass-Media a Bari il 4 novembre importanti relatori, giornalisti, medici, professori, a cui la mia classe ed io ed altre 16 scuole della mia città abbiamo partecipato.

È difficile rispondere a questa domanda, poiché la pubblicità crea e distrugge allo stesso tempo e inoltre siamo noi che permettiamo tutto questo, facendoci controllare le menti quotidianamente senza nemmeno accorgersene.

La prima cosa che dobbiamo riuscire a fare è quella di riuscire a criticare la pubblicità e cambiare il rapporto tra media e realtà, perché noi siamo i consumatori e dovremmo mettere al centro di tutto la persona umana. Ma la cosa più importante è creare una comunicazione non invasiva ma delicata, che racconti il vero. La pubblicità mette in funzione i neuroni-specchio presenti nel nostro cervello.

Per esempio, se sentiamo una canzone di una pubblicità si avvia un processo che va dall’orecchio al nostro cervello: la fase finale è quella della memorizzazione, motivo per il quale la musichetta di sottofondo delle pubblicità è fondamentale ma soprattutto orecchiabile e facile da ricordare. Ecco su cosa si basa il neuromarketing , cioè quella disciplina che utilizza la strumentazione tipica delle neuroscienze per analizzare e capire l’impatto dell’attività di marketing sulle nostre diverse aree celebrali .
Un’altra cosa che usufruisce dei neuroni specchio è la memoria ad effetto priming, ovvero quel sistema mnemonico che inconsapevolmente consente uno stimolo (verbale, uditivo, etc.). Inoltre, grazie ad esperimenti, si è scoperto che la conoscenza della marca condiziona le risposte comportamentali e le attività celebrali.

Questo poi ci ha portato su argomenti più delicati come il cyberbullismo, differente e talvolta peggio del bullismo, il gioco d’azzardo e la dipendenza dalla realtà virtuale, che hanno portato addirittura al suicidio persone che non meritavano questo.
Quindi, per riassumere il tutto la comunicazione pubblicitaria agisce sui bisogni caratteristici di bambini e adolescenti.

Allora poniamoci due domande: Cos’è per te la pubblicità? Cosa vorresti che fosse? E concludo citando un pezzo della lettera di Bari scritta da Enzo Quarto per il primo forum: “Abbiamo bisogno che nel tam tam mediatico e crossmediale i bambini e adolescenti siano la stella polare del linguaggio che si usa, perché sono fruitori-protagonisti come gli altri (se non più degli altri) e hanno diritto a conoscere, capire, interpretare, essere educati e formati ad essere cittadini del mondo, giusti e veri.”.

Per la realizzazione di questo articolo ringrazio: Enzo Quarto, Paola Romano, Felice Blasi, Paolo Livrea, Maria Fara Decaro, Alberto D’Urso, Marzio Bonferroni, Rosy Paparella, Frederic Bergbeder, Benedetta Saponaro, Maria Luisa Sgobba, Pasquale Laselva, tutti i presenti al forum, la professoressa di lettere Elvira Maurogiovanni, la professoressa di educazione mediatica Maria Pia Maiullari e la scuola media dell’Istituto Preziosissimo Sangue di Bari.

Rossi Rachele, II media

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