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Premiazione concorso AIDO

La donazione di organi come educazione alla vita, come inno alla vita, è una buona notizia: la scuola deve farsi maestra di questo dovere di generosità

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I partecipanti al concorso per l’associazione “A.I.D.O” – Associazione Italiana Donatori Organi -, a cui abbiamo preso parte noi alunni della scuola primaria di primo grado del Preziosissimo Sangue, sono stati premiati dal presidente Vito Scarola, presso l’istituto Alberotanza al quartiere San Paolo.

Appena arrivati siamo stati accolti da un filmato sui lavori del concorso, tra cui i nostri. Una delle insegnanti della scuola primaria dell’istituto Alberotanza, suor Anna, ha reso l’atmosfera più vicina al motivo della nostra presenza, infatti i suoi alunni hanno ballato e cantato, lasciando in me un gran motivo di continuare a sorridere, facendomi capire l’importanza del donare, della condivisione, dello stare insieme. Le frasi contenute in quelle canzoni, che spesso si danno per scontate, “da una goccia, nasce un fiume, da un filo d’erba nasce un prato, da un ciao detto per caso nasce un’amicizia”, fanno emergere l’importanza della condivisione e dello stare insieme.

Prima della premiazione, sono stati ringraziati i collaboratori che hanno permesso la realizzazione del concorso, subito dopo il presidente dell’associazione ha premiato i partecipanti presenti. In quel momento ho pensato a quanto una morte possa cambiare la vita di più persone: della famiglia del deceduto, ma soprattutto di dieci e più malati , che hanno la possibilità di rifarsi una vita.
Mi sono emozionata nel momento in cui i genitori del bambino Gianmarko Bellini, donatore di organi, hanno parlato della bontà del figlio: già da quando aveva tre anni egli diceva che l’amore non si descrive a parole ma si dimostra. Questa considerazione mi è piaciuta molto, è stata una delle cose più significative per me, ho capito che donando, non parlando, dimostriamo amore. Il gesto da parte di un bambino così piccolo fa capire che tutti possiamo essere in grado di donare, sapendo le conseguenze positive che si ottengono.

E’ stata poi la volta di chi ha ricevuto il dono : ci ha parlato una ragazza di ventitre anni, bella e serena, che ha ricevuto un cuore e ancora una volta ha dimostrato che, donando, veramente si salvano molte persone. Il figlio che un giorno avrà porterà il nome del suo donatore, un ragazzo, grazie al quale lei è ancora viva.

Una bella esperienza, in una mattinata così importante e significativa: dal dolore immenso della perdita di una persona cara, una buona notizia, notizia di vita.

Carlotta Facciolo Celea

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