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Parigi, «Allah è grande» strage al giornale satirico

Ancora una volta il mondo è attraversato da una gravissima strage terroristica.

Disegno di Martina Telegrafo e Flavia Cassa

Ieri, 7 gennaio 2015, tre terroristi islamici hanno assaltato a Parigi la redazione del giornale satirico “ Charlie Habdo “ e hanno ucciso con estrema ferocia dodici persone, tra cui il direttore Charb e alcuni famosi vignettisti. Il giornale, che con la sua satira graffiante da anni scherzava su tutti, dal Papa all’Islam, era finito nel mirino dai fondamentalisti islamici per aver pubblicato vignette su Maometto. Le prime caricature risalgono al 2006; nel 2011 la redazione fu completamente distrutta da un incendio doloso.

Gli attentatori ieri hanno cercato una per una le vittime designate e, prima di freddarle, hanno chiesto loro il nome.
Questo grave fatto, che ha colpito emotivamente tutto il mondo, secondo me, deve allertare i governi: essi hanno il difficile compito di proteggere i territori per prevenire attacchi ma il legittimo sentimento di paura non deve originare rappresaglie che potrebbero sfociare in guerre civili.
L’estremismo, da qualunque parte arrivi, non va alimentato: ha ragione papa Francesco quando dice che con l’Islam non si deve combattere ma dialogare.

L’editoriale di Michele Partipilo su LA GAZZETTA del MEZZOGIORNO mi ha fatto molto riflettere. Il giornalista scrive che, se è vero che non si deve turbare il dialogo interreligioso, dobbiamo capire con chi stiamo dialogando: si dice che il volto autentico dell’Islam non è quello di una minoranza terroristica, ma dove sono i musulmani moderati? Perché non sono nelle piazze a prendere le distanze da coloro che praticano l’odio e la violenza? Il mondo occidentale deve prendere coscienza dell’attacco a cui è stato sottoposto e diventarne attivo, democratico contrasto.


Eleonora Tedeschi, II media

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