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Parigi, 13 novembre 2015, ore 21.20: la città subisce una serie di attentati terroristici

Disegno di Emanuela Pepe

Bilancio: 129 morti e 352 feriti, tutte vittime innocenti di terroristi islamici.

A distanza di giorni, è ancora vivo in tutti noi il ricordo degli attentati di  Parigi. rivendicati dall’Isis.

Le immagini che i media forniscono richiamano alla mente film d’azione già visti nelle serie televisive ma, purtroppo, quello che è accaduto a Parigi non è un film

Com’è noto, l’Isis ha dichiarato apertamente che la strategia del terrore non avrà fine per la coalizione che la combatte in Siria: Francia, Russia e i loro alleati, Italia compresa. A causa di questa guerra, tutti i Paesi coinvolti stanno prendendo misure di sicurezza, anche drastiche. È mai possibile accettare di stare sotto scacco di un gruppo di assassini, continuare a vivere subendo limitazioni sul piano della libertà personale poiché gli organi di polizia devono necessariamente effettuare approfonditi controlli anti-terrorismo a tutela dei cittadini?

In questi giorni alcuni politici italiani si chiedevano se non fosse il caso di cancellare  un importante appuntamento religioso come il Giubileo, in considerazione delle minacce fatte dall’Isis.

La risposta del Papa non si è fatta attendere ed è arrivata puntuale: “La Chiesa è la portinaia di Dio. La casa di Dio non può essere blindata”.

Questa frase mi ha molto colpito perché, a mio parere, il messaggio che il Papa lancia è che non dobbiamo piegarci di fronte alla paura: il terrorismo si combatte anche così, nella consapevolezza che il bene prevale sempre sul male.

A tale proposito, ricordo anche le parole di Giovanni Paolo II, che, rivolgendosi ai giovani, diceva: “Non abbiate paura”, riferendosi appunto a tutto ciò che ci circonda e a tutto ciò che potrebbe accadere.

 

Marco Scolozzi, III media

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