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Pagina di un diario (futuro)

Disegno di Rossella Casalino

Caro diario,

ti scrivo dal mese di poi e dall’anno di mai.

Oggi è l’anniversario della fine della guerra contro l’Isis, la cosidetta “guerra della tirannia”.

A scuola abbiamo letto alcuni scritti dei bambini dell’epoca: uno mi ha colpito particolarmente è quello di una certa Rebecca Rossi…

Tutti ci trasmettevano lo stesso messaggio: paura.

Si aveva paura di uscire di casa, di criticare, di guardare in faccia le persone, di andare a vedere la partita di calcio allo stadio, di andare a cena fuori, di professare liberamente la religione del Dio in cui si credeva, si aveva paura  delle persone.

Soprattutto delle persone.

La maestra ci ha dato come compito a casascrivere un testo su questa guera o guerra: non mi ricordo mai se questa parola, poco usata ormai da noi, ha due o una “R”.

Io l’ho già scritto: ho raccontato di come siano fortunati i bambini di ora a poter vestire come gli pare, andare a scuola senza il terrore di scomparire da un momento all’altro, credere nel Dio che gli sta più simpatico e vivere senza farsi troppi problemi su quel che sarà il loro futuro.

Spero di prendere un buon voto per questo compito: mi sono impegnata ed è un argomento che mi piace particolarmente.

Probabilmente ci saranno degli errori ma fa niente: ho imparato una cosa in più ed è questo quello che conta.

Caro diario, ora sono proprio stanca: ho appena finito un enorme piatto di pasta al forno e sto andando a dormire senza paura del buio, del mostro sotto il letto , rintanato nell’armadio, o di un uomo armato che possa portarmi via dalla mia amata famiglia.

Io non ho paura, o meglio, non più.

Giovanna Dei Guelfi - 8 anni

Rebecca Rossi, III media

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