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Le stelle non brillano solo di felicità

Riflessioni sulla Shoah in occasione del giorno della memoria

Noi ragazzi abbiamo sempre guardato le stelle come qualcosa di affascinante e gioioso: sono quelle che quando siamo tristi ci rimettono il sorriso e quando passano fanno avverare il nostro più grande desiderio. Ma non tutte le stelle quando si guardano, fanno pensare a qualcosa di bello. Per esempio, quelle che si portavano intorno alla seconda guerra mondiale, le stelle di Davide a sei punte, erano grandi e gialle e chi le portava non era accettato dagli altri. Portare quel pezzo di stoffa sul petto significava essere ebreo e quindi bisognava vergognarsi. Si odiavano così tanto queste persone, che non avevano nemmeno il diritto di avere un nome, ognuno di loro era un numero, un numero nero stampato sul braccio che non aveva nessun significato. Facevano così tanto schifo agli altri che venivano sfruttati e ammazzati. Così come oggi, chi ha la pelle nera è cattivo, è profugo, è un terrorista, allora puzza, è zingaro allora ruba... E così li cacciamo dalla nostra terra, li prendiamo in giro e magari li ammazziamo pure. Eh sì, pur avendo lo stesso sangue ,rosso come il nostro, pur essendo persone, proprio come noi, essere ebreo, essere nero, essere islamico, essere profugo, sembrava e sembra un peccato.

Come sono cambiate le cose! Ma sono cambiate?

 

Rachele Rossi, II media

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