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Laboratorio della Buona Notizia

Un momento di confronto durante l'evento

Lunedì 21 Gennaio 2013 alle 11.30 si è svolta presso l'aula magna dell'istituto Preziosissimo Sangue, un incontro pubblico con la stampa per il Progetto educativo e formativo Laboratorio della Buona Notizia.

In collaborazione con l'Istituto Pastorale Pugliese e la Società San Paolo,l'Istituto Preziosissimo Sangue di Bari ha organizzato questa giornata nell'approssimarsi della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.

A questo incontro hanno partecipato:

  • Emanuele Stellacci (coordinatore didattico dell'Istituto Preziosissimo Sangue)
  • Maria Luisa Sgobba (consiglio nazionale UCSI)
  • Monsignor Pietro Maria Fragnelli (presidente dell'Istituto Pastorale Pugliese)
  • Monsignor Francesco Cacucci (arcivescovo di Bari; Bitonto).
  • Come introduzione c'è stato un saluto da parte del coordinatore didattico dell'istituto.

In seguito Maria Luisa Sgobba ha trattato la tematica della "buona notizia", di cui parleremo successivamente, e della mancanza di essa nei giornali. E’ seguito un intervento di Monsignor Pietro Maria Fragnelli, che ha spiegato l'importanza della buona notizia e ha evidenziato l'impegno dei ragazzi di scuola media che si sono posti al servizio della sua ricerca.

In conclusione della mattinata Monsignor Francesco Cacucci ci dice che esiste tanto bene nel mondo e perciò dobbiamo superare una duplice diffidenza, cioè quella di ritenere che il male, o in questo caso le ombre, siano maggiori della luce. "La nostra vita è fatta di ombre e luce e anche la comunicazione massmediale deve rispettare questa verità".

La buona notizia è un tema che viene spesso trascurato e perciò vogliamo ripartire da un laboratorio , che possa essere di stimolo al dibattito nel sistema massmediale, soprattutto per le giovani generazioni. La buona notizia - ci spiega Enzo Quarto - è portatrice di speranza, di condivisione, di solidarietà, di bellezza, in sostanza dei fondamenti alla base della relazione tra le persone”.

Il “Laboratorio della buona notizia, intende coinvolgere in questo progetto culturale le famiglie, la scuola, le istituzioni pubbliche e le imprese che, riconoscendosi nei valori del progetto, vogliano dare il loro concreto supporto.

L’obiettivo del laboratorio e di noi ragazzi è quello di far emergere il positivo che c’è in ogni notizia e di dare spazio appunto alla “buona Notizia". C'è bisogno di una comunicazione che faccia emergere l’umanità vera. Bisogna rieducarsi a parlare al cuore, si parla infatti spesso all’intelligenza delle persone ma non al loro cuore. Quello della “Buona Notizia” può diventare un metodo di comunicazione. Non si tratta di recuperare situazioni di buonismo ,ma si può anche partire da situazioni drammatiche e farne emergere gli aspetti positivi. Manca infine alle giovani generazioni la capacità di analizzare la notizia e quindi è più difficile lo sviluppo del senso critico. Infine il dott. Enzo Quarto ha ribadito che è inutile demonizzare i media, ma che piuttosto è opportuno cercare le collaborazioni giuste.

Anna Di Geso
II media

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