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La memoria: un investimento per il futuro

Giornata della Memoria diventa lezione per riflettere sulla Storia e per costruire il domani

Bambini prigionieri in un Campo di concentramento

Il giorno 24 Gennaio 2013, presso l’Istituto Preziosissimo Sangue di Bari, la dottoressa Annabella De Robertis ha parlato alle classi I, II e III media del Nazismo.

Il Nazismo è un movimento politico antisemita, razzista, anticomunista e antidemocratico. È stato creato subito dopo la prima guerra mondiale in Germania. Trae origine dal partito politico guidato dal suo ideologo principale Adolf Hitler, salito al potere nel 1933 come cancelliere.
Una volta raggiunto il potere, egli trasformò il sistema governativo in una spietata dittatura, con un programma sistematico di eliminazione fisica degli avversari politici e di persone appartenenti a categorie ritenute inferiori o dannose per la società. Tra questi ebrei, slavi, nomadi, omosessuali, appartenenti a minoranze religiose, portatori di handicap fisico o mentale. Nasce “l’odio razziale”.

Il Razzismo nasce dalla paura, dall’ignoranza, dalla bestialità, dall’egoismo, dall’odio e dalla malafede.
Le persecuzioni e gli stermini di queste “razze” durarono dal 1938 al 1945.
Il genocidio degli Ebrei è una delle pagine più orride della storia dell’uomo. Coloro che non appartenevano alla “razza ariana” venivano sfruttati nel lavoro in condizioni disumane, sottoposti a esperimenti mortali o uccisi. Gli anziani e i bambini, ritenuti deboli e "inutili", venivano immediatamente sterminati nelle "docce" o nei forni crematori.

Tali torture avvenivano in Campi di Concentramento maggiormente presenti in Germania e Polonia. Tra questi ricordiamo Auschwitz-Birkenau, Bergen-Belsen, Buchenwald, Dachau, Treblinka.
In queste strutture, costruite dai deportati stessi, sono ancora presenti schiere di anguste baracche, zone di sterminio e i binari dei treni di deportazione.
Gli ebrei non furono perseguitati e sterminati per motivi specifici: venivano uccisi, umiliati, torturati per il semplice fatto di essere tali. Erano colpevoli di esistere: questo è l'orrore incancellabile della Shoah. E dimenticarne le vittime significa null'altro che infliggere loro una seconda morte!
Molti tra i deportati, vittime e sopravvissuti, ci hanno lasciato delle testimonianze dell’orrore del nazismo, delle tracce indelebili sugli eventi più drammatici della Storia dell’Umanità.
Ne sono un esempio Primo Levi (“Se questo è un uomo”), Anna Frank (“Il diario di Anna Frank”), Elie Wiesel (Premio Nobel per la Pace; “La Notte”).

Anche tra gli stessi tedeschi nazisti ricordiamo, per le loro gesta, alcuni personaggi come Oskar Schindler, che salvò la vita a 1200 ebrei assumendoli nella sua fabbrica, e il tentativo, organizzato da alcuni politici e militari tedeschi attuato dal colonnello Claus Schenk von Stauffenberg, di assassinare Adolf Hitler.
Per questo non dobbiamo condannare tutto un popolo, perché la colpa non è collettiva.
Ricordare è un investimento sul futuro e non solo un tributo alla memoria delle vittime di un tragico passato.
Non dobbiamo e non possiamo dimenticare. La memoria e la consapevolezza del passato servono a fermare l’odio razziale, perché non resti vano il sacrificio di gente che ha lottato per la libertà e che si è sacrificata per il prossimo.

Bisogna combattere il razzismo perché il razzista è nello stesso tempo un pericolo per gli altri e una vittima di se stesso.
L’incontro tra diverse culture è un arricchimento reciproco. Come dice Tahar Ben Jelloun nel suo libro “Il razzismo spiegato a mia figlia” : <<Non troveremo mai due volti assolutamente identici…Ciascun volto è il simbolo della vita. E tutta la vita merita rispetto. È trattando gli altri con dignità che si guadagna il rispetto per se stessi.>>

Alessandra Ferri e Roberta Ranieri

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