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L’attentato al settimanale “Charlie Hebdo”

Mercoledì 7 gennaio 2015 è una data che anche noi ragazzi ricorderemo per molti anni

Disegno di Nicolò Leone

Mentre noi riprendiamo un po’ tristi le lezioni dopo le vacanze natalizie , a Parigi alle 11:30 tre terroristi islamici entrano nel settimanale satirico “Chalie Hebdo” e ammazzano dodici persone: otto giornalisti , due agenti , un ospite e il portiere dello stabile.

Ci sono cinque feriti ma non in pericolo di vita.

I tre terroristi sono armati di kalashnikov , un’arma che spara duecento proiettili al minuto. Due dei killer sono reduci dalla Siria.

Parigi diventa una zona di guerra , come Bagdad , Kabul , Beirut … paesi in cui è “normale” morire per strada per un attentato terroristico o vivere con la paura di essere sequestrati.

In un momento anche noi ragazzi siamo catapultati in un mondo diverso , un mondo che la futura generazione non vuole.

Noi vogliamo mondi di pace e non di guerra.

Questi atti di terrorismo devono essere evitati perché ci siano religioni pacifiche e non in lotta tra di loro, bisogna lottare contro la violenza fondamentalista e impegnarsi tutti per creare un mondo multiculturale.

Disegno di Mauro ScolozziFortunatamente è iniziata la caccia ai killer con operazioni a Reims , a nord di Parigi , a Charleville-Mezieres tra Francia e Belgio , dove hanno preso il più giovane dei tre assassini.

Mi sono sorpreso quando sulla “Gazzetta Del Mezzogiorno” ho letto l’articolo di Marisa Ingrosso : spiega che è la prima volta che si fa tacere un giornale , ossia il luogo della libertà di espressione.

Infatti i terroristi hanno scelto di colpire Charlie Hebdo , un giornale noto per la sua satira e le sue vignette provocatorie sull’Islam ; ma non solo , i giornalisti di Charlie Hebdo scrivevano in libertà, con intelligenza, talvolta anche esagerando nei toni, ma egualmente su tutto e su tutti.

Matteo Coco
II media

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