Esaminate ogni cosa e trattenete ciò che è buono Paolo di Tarso
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"Istruzioni per vivere la vita":
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– Mary Oliver

Io e Parvana

Parvana è una bambina afghana che ha perso il padre. La famiglia, composta solo da donne,per poter sopravvivere le taglia i capelli, la traveste da ragazzo, la manda a fare la spesa ed altre faccende domestiche.

Io:la bambina barese che si alza la mattina, fa colazione, si lava e si veste, va  in macchinaa scuola, che dista 3 Km e arriva pure in ritardo.

Parvana:la bambina afghana che si alza la mattina, si taglia i capelli, va al mercato travestita da ragazzo – nel suo paese le donne non possono uscire da sole-, fa la spesa e, tornata a casa, fa un sospiro di sollievo.

Noi:due adolescenti in realtà diverse e confrontabili. Ognuno di noi pensa di non avere abbastanza di tutto.

Pure in Afghanistan vogliono più regole e più guerra, pure Parvana vuole più pace e più libertà e pure io voglio il telefonino dell’ultima generazione ed un armadio di vestiti firmati.

Io vivo in Italia, lei in Afghanistan,io sono felice per il tutto, lei per il niente,io indosso il jeans, lei il burqa,io ho lo shatush, lei i capelli corti, per sembrare maschio.

Facciamo parte della cosiddetta società moderna, piena di enigmi, di labirinti tortuosi, dove ci incastriamo e ci lasciamo incastrare dal tutto e dal niente, dalla guerra e dal cellulare, dalla morte e dai vestiti.

Entrambe abbiamo degli ideali, dei traguardi da raggiungere.

Parvana si ritiene fortunata ad essere tornata a casa sana e salva. Io mi ritengo fortunata ad avere un cellulare. Lei ha due sorelle, come me: le sue la convincono a tagliarsii capelli, si sottraggono ai pericoli , verranno presto maritate.

Le mie giocano, urlano, corrono ed hanno i loro fidanzatini. Mio papà ora è in viaggio per la Polonia. Il padre di Parvana è in viaggio dal Signore. Mia madre esce con gli amici, fa la spesa, cucina e ci fa da taxi. La sua è rintanata in casa con la costante paura di non farcela.

Io sono libera. Lei spera di poterlo essere. Io gioco. Lei sogna di poterlo fare. Ed io vivo. E lei spera di riuscirci.

Entrambe viviamo dentro “Il Paese delle Meraviglie”, quello di Alice.

Io nel posto dove tutto è perfetto, incantato e magnifico. Lei in quello folle, dove abita la Regina Rossa con il suo esercito di carte da gioco.

Ci siamo perse nei nostri pensieri insieme al Cappellaio Matto, stiamo meditando con il Brucaliffo ed il Bian Coniglio. Probabilmente pure nel suo paese esiste una favola simile a quella di Alice e forse lei la usa come punto di riferimento. Proprio come me. Entrambe abbiamo paura di sbagliare, di essere scoperte. Io mi preoccupo per la mia media in matematica: potrei essere bocciata. Lei si preoccupa di venire scoperta in strada, vestita da ragazzo: potrebbe essere uccisa.

È la realtà, quella mia e quella sua, di fronte a cui noi siamo sempre pronti a chiudere gli occhi e a camminare, senza guardare veramente. Chi di noi la cambierà?

Rebecca Rossi
III media

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