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Inaugurazione dell’anno scolastico al campo ROM

Tutti insieme cantando e ballando, noi ragazzi diffondiamo le nostre culture diverse.

Sicuramente questo è il miglior modo per iniziare l’anno scolastico, far capire a noi ragazzi che abbiamo tutto che non siamo gli unici in questo mondo e che ci sono persone che non hanno bisogno del vestito firmato o di un I-phone per stare bene.

Il nostro gruppo scuola entra del campo rom. Alcuni erano impauriti , altri ,tra cui me ,erano sbalorditi dalle condizioni in cui questa gente vive. C’erano bellissime bambine dai capelli lunghi e neri che camminavano e dei teneri bambini di età compresa fra i 2-5 anni che ascoltavano la musica e ballavano.

Dopo ci hanno fatto accomodare per terra in attesa dell’inaugurazione e ci hanno dato delle bandiere dell’Italia.
Intanto guardavo dei bambini rom che sventolavano la bandiera italiana, simbolo di rispetto verso la nostra cultura, nonostante la maggior parte della nostra popolazione non rispetti la loro.

La cerimonia inizia con l’inno di Mameli cantato dalle dolci voci dei bambini della scuola San Domenico Savio; un’emozione speciale vedere tutti in piedi per ascoltare l’inno della nostra storia.

Si passa dopo all’intervento di Enzo Quarto, che ha parlato della tragedia avvenuta a Lampedusa e a questo segue un minuto di silenzio. Daniel Tomescu, capo del villaggio rom dice che stanno facendo di tutto per non darci più fastidio, hanno provato a fondare un servizio cooperativo ma purtroppo è difficile farcela e ha detto al presidente della Puglia che loro vogliono lavorare, così come i ragazzi vorrebbero studiare.

Un prete ci parla della tragedia di Lampedusa e ci legge ciò che il Papa pensa, arrivano due ragazze, una italiana e l’altra rom che leggono un testo molto bello insieme, aiutandosi l’un l’altra.

Vendola ci fa un grande bel discorso da ammirare, mi ha fatto capire che dobbiamo mettere da parte il razzismo e capire anche l’esigenze degli altri.

Segue una canzone pugliese ( La rondinella pugliese) e un’altra della cultura rom; poi un’opera teatrale dove c’è un bambino disabile al centro di tutto; suona subito dopo la “Eco band”, i loro strumenti sono fatti con semplici materiali come bottiglie di plastica; Rosy Papparella fa un discorso a favore dei minori; il liceo Coreutico fa due splendidi balletti.

Viene donata l’attrezzatura da scuola a una bambina rom e l’inaugurazione termina con l’Inno alla Gioia, l’inno dell’Europa, di cui tutti siamo figli.

Questa è stata l’inaugurazione più istruttiva a cui io abbia partecipato, una lezione di vita per imparare a non essere razzista, ad ascoltare gli altri perché in questo mondo siamo tutti uniti dalla nostra diversità ed è per questo che noi esseri umani siamo affascinanti, siamo fisicamente diversi e i nostri pensieri sono diversi; ciò nonostante dobbiamo ascoltare e rispettare le nostre diversità.

Simona Valenzano , III media

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