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Cyberbullismo, un fenomeno in espansione

E’ una vera forma di violenza denominata come uno scherzo

Cyberbullismo, un fenomeno in espansione

Questo articolo contiene l’intervista di Enrica D’Acciò alla psicologa Maria Grazia Foschino, responsabile del progetto GIADA Gruppo Interdisciplinare Assistenza Donne e Bambini Abusati.

L’articolo pubblicato nella seconda pagina della Gazzetta in edicola il 3 dicembre 2014, parla del bullismo come fera forma di violenza; esso, che di solito si consuma nei gruppi, ne ha superati i confini attraverso cyberbullismo e adescamento on line.

Oggi forte è il fenomeno del bullismo via chat e web in cui gli adolescenti si muovono con competenza manuale e tecnologica ma assolutamente privi di consapevolezza dei danni e dei pericoli che possono nascere da un uso improprio del mezzo di comunicazione.

Spesso le vittime del cyberbullismo sono bambini isolati, diversamente abili, omosessuali, ragazzi che non hanno relazioni sociali abbastanza solide.

L’adescamento, anche se resta solo on line, arreca comunque danni morali e psicologici: nella vittima si possono sviluppare ansie, paure e chiusure con quadri clinici molto gravi.

Le vittime, per paura o per vergogna, non denunciano tali violenze ed è per questo che bisogna creare percorsi di ascolto per le famiglie e i ragazzi per far comprendere i rischi del cyberbullismo; gli educatori, con questo percorso saranno in grado di riconoscere le situazioni a rischio.

Oggi il bullismo non è legato alla condizione sociale di appartenenza, non conosce confini, anche se i quartieri più periferici sono i più vulnerabili.

L’unico modo per salvaguardare i ragazzi è potenziare i rapporti fra di loro e con gli adulti rendendoli consapevoli del fatto che alcuni comportamenti sono reati. Il bullismo on line è un fenomeno nuovo, è necessario trovare strumenti nuovi di prevenzione e di protezione.

Questo articolo mi ha colpita molto perché mi sento coinvolta in prima persona come preadolescente. Noi ragazzi, chi più chi meno, utilizziamo le chat del cellulare, questo modo di comunicare, non solo ci priva del piacere di chiacchierare con una persona amica e di sentirne la voce, ma spesso notizie private finiscono con l’essere lette da persone estranee e, inconsapevolmente, vengono provocati danni morali a persone deboli.

Ciascuno di noi, pensando di fare uno scherzo, potrebbe diventare carnefice e non solo vittima.

Eleonora Tedeschi, II media

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