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Chiacchierata con suor Cleopatra

Al posto di suor Ofelia è arrivata suor Cleopatra, molto giovane e determinata, pronta a portare cose nuove e ad instaurare un buon rapporto con alunni e docenti.

Mancano pochi giorni all’inizio del nuovo anno. In questa scuola vi sono molte novità: alcuni docenti sono andati via e ce ne sono di nuovi e “nuova” come loro è anche la madre superiora. Al posto di suor Ofelia è arrivata suor Cleopatra, molto giovane e determinata, pronta a portare cose nuove e ad instaurare un buon rapporto con alunni e docenti.

E’ proprio questo ciò che lei ci ha detto nell’intervista che si è svolta oggi 9 settembre 2013. Con alcuni dei nostri compagni di seconda e terza media, muniti di fogli, penne e macchine fotografiche, l’abbiamo raggiunta in una sala al pian terreno dove si è tenuta l’intervista. Dopo una breve attesa - si sa i Superiori o Superiore si fanno aspettare - abbiamo finalmente potuto conoscere colei che ci accompagnerà per un altro anno scolastico. Con entusiasmo e curiosità le abbiamo dunque chiesto:

  • Suor Cleopatra, che strano nome! Ci parli un po’ di lei.

Mi chiamo Cleopatra per i gusti di mio padre, il quale voleva che ciascuno dei suoi figli portasse un nome insolito, unico. Tali gusti si rispecchiano anche nei nomi dei miei fratelli, Penelope e Terenzio. Pensate che, quando decisi di farmi suora, mio padre mi disse: “Mi raccomando, non farti cambiare nome!”.

  • Come la scriverebbe la sua autobiografia?

Scriverei la mia autobiografia come un piccolo diario di bordo, dove annotare ogni giorno ciò che mi accade.

  • Quando era piccola, cosa aveva in mente di fare?

Quando frequentavo le elementari, volevo diventare una grande pianista, avendo iniziato a prendere lezioni di musica, ma soprattutto volevo essere una madre e crearmi una famiglia tutta mia. Crescendo, però, ho capito che la famiglia non mi bastava più. Mi si sono aperti gli orizzonti della consacrazione religiosa, di un amore che va oltre i confini familiari e, all’età di dodici anni, ho deciso di farmi suora.

  • Sappiamo che è stata in giro per il mondo. C’è qualche posto che le è piaciuto di più?

Ho amato molto la Tanzania e l’India. In entrambi i posti la povertà viene vissuta in maniera dignitosa, le persone sono semplici. In India, poi, sono stata colpita dai colori e dai profumi dei mercati e dalla raffinatezza delle bellissime donne. Ho apprezzato queste terre soprattutto per il confronto con le Filippine, dove la povertà viene vissuta con umiliazione.

  • Quali sono le sue origini?

Sono della “ciociaria”. Sono nata a Vallecorsa, in provincia di Frosinone, il 6 luglio 1975, e ho vissuto sia a Vallecorsa che a Terracina.

  • La scuola: lei la conosce, sappiamo che ha insegnato storia. Qual è la sua visione di questa realtà di cui noi discutiamo tanto?

Sono laureata in filosofia, indirizzo storico-filosofico. Ho insegnato nel napoletano in diverse scuole di frontiera e ho conosciuto i diversi, mille problemi della scuola, che sono poi quelli della gente.

  • Qual è il suo obiettivo qui?

Essendo arrivata qui da poco e non avendo ancora avuto molto tempo, il mio primo obiettivo è instaurare un contatto diretto, aperto con il corpo docente, le famiglie e i ragazzi.

  • Cosa ha fatto nella vita? Come ha vissuto il suo distacco dalla scuola?

Nella vita mi sono impegnata in diversi settori. Sono stata insegnante, animatrice spirituale di un collegio universitario, animatrice di un oratorio parrocchiale frequentato dagli scugnizzi napoletani, animatrice spirituale in una clinica pediatrica (reparto bambini affetti da leucemia e tumori vari), segretaria generale, responsabile di una casa famiglia per ragazze madri ecc… Lasciare la scuola è stata per me una decisione molto sofferta, ma la mia Congregazione aveva bisogno di me a livello generale.

  • Qual è la sua prima impressione di questa scuola?

Non posso esprimere una corretta impressione su questa scuola, poiché, dal mio arrivo, non ho avuto molto tempo per pensare. È inoltre la prima volta che “vivo Bari” e la Puglia. Per me questa è una realtà tutta da scoprire.

  • Faccia un confronto tra questa scuola e quelle dove ha insegnato prima.

Come ho già detto, le precedenti scuole in cui insegnavo erano mal tenute. Vi “regnava” il caos, i banchi e le finestre erano spesso rotti , ma essendo cresciuta in una famiglia di commercianti, gente del popolo, ed avendo avuto una formazione scolastica negli istituti statali, mi sentivo a casa.

  • Perché ha scelto proprio la storia e la filosofia?

Mi piaceva la filosofia e non disdegnavo la storia. Soprattutto ritengo che esse portino alla formazione di menti critiche, corresponsabili del bene della collettività e capaci di promuovere il bene della società.

  • Ha progetti per questa scuola?

Il primo progetto, quello dell’avvio di una scuola bilingue …. Cammin facendo si vedrà poi cosa fare.

  • Come era il rapporto con i suoi precedenti alunni?

Avevo una relazione positiva con i miei alunni. Mi amavano, ma mi rispettavano allo stesso tempo. Due episodi mi sono rimasti nel cuore. Quando ho insegnato al liceo scientifico del Vomero (Napoli) un ragazzo, a nome della classe, alla fine dell’anno scolastico mi disse: ”Professoressa, lei non chiama timore, ma rispetto!”. Sempre alla fine dell’anno, in un liceo scientifico questa volta di Acerra, una scuola di frontiera, un ragazzo scapestrato mi stupì con queste parole: “Professorè, ci avete fatto schiattà in corpo, ma sempre meglio voi che qualcun altro”. Queste sono le migliori gratificazioni che un’insegnante possa avere.

  • Possiamo confidarci con lei?

Qui troverete una porta sempre aperta!


Tutto quello che le abbiamo chiesto ha un motivo. La risposta che ci ha colpito di più è stata la preferenza, tra tutti i posti che ha visitato, non di quelli più ricchi, ma di quelli più poveri, la Tanzania e l’India.

Come l’anno scorso, continua il laboratorio della Buona Notizia, infatti saremo dei veri e proprio giornalisti, con tanto di giornale della scuola pieno di articoli, poesie, disegni, fumetti. La prima impressione di noi alunni su suor Cleopatra è assolutamente positiva, ci è sembrata una donna davvero preparata, bella e ricca di voglia di vivere e determinatezza, non per altro ha insegnato storia e filosofia al liceo.

Siamo davvero contenti di averla qui con noi e speriamo che quest’anno con lei faremo cose nuove e,oltre al lavoro, crediamo che veramente ci divertiremo.

Ferri Alessandra, III media
Bibian Santonastaso, II media
Chiara Lagrotta, II media

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