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7 gennaio 2015: ritorno a scuola

Un colore per descrivere questo ritorno a scuola: indubbiamente sceglierei il nero.

Disegno di Rebecca Rossi

Quel mercoledì 7 gennaio doveva essere, se non proprio un giorno di festa, un momento sereno: gli studenti e coloro che tornavano dalle vacanze di Natale a lavoro avrebbero rivisto i propri amici e colleghi…

Il 7 gennaio, invece, si è trasformata in una vera tragedia.


I cuori degli italiani erano già in lutto per la morte di Pino Daniele: in più, mentre eravamo tutti a scuola e a lavoro, la tragedia: un attacco terroristico alla redazione di Charlie Hebdo.

Muoiono fumettisti,giornalisti, giustiziati per aver disegnato e scritto vignette satiriche.


È difficile guardare il buono in qualcosa che di buono sembra non avere niente.

Effettivamente l'attacco terroristico ha scatenato qualcosa di terribile, una vera e propria lotta contro l'Islam: ma chi è davvero il nemico? L'Islam? Se fosse quest'ultimo non credo sarebbe stato ucciso anche un musulmano,un semplice lavoratore, un poliziotto.

Difatti la vera battaglia che dobbiamo combattere è quella contro il terrorismo, contro il terrore di chi quella mattina era lì, come la piccola Lila, il cocker fulvo che Cabù,che faceva parte della redazione, possedeva. Girava tra i tavoli, giocava con i redattori: ma all’improvviso, silenzio, Lila sparisce.
"Tictictictic", è il rumore,il suono delle zampette del cagnolino che ha permesso, dopo la strage, a Jean-Luc e a Sigalène di rendersi conto che gli uomini erano andati via.
Lila sparisce quando comincia la catastrofe e ricompare quando tutto è finito.
Non c'è niente di buono in ciò che è successo, ma guardarlo in maniera diversa, come nell'articolo di Sigalène Vinson, ci fa un altro effetto.

Io preferisco pensare a ciò che un cagnolino ha fatto in quel momento piuttosto che a ciò che è avvenuto,fatto dagli uomini: preferisco guardare la storia da altri, sempre veri, punti di vista, per cercare di trovare da qui,dal” buono” anche da parte di un animale, quel che di buono non c'è in quel che è successo, in quel che succede.

Carlotta Facciolo
III media

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