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Il Laboratorio nelle scuole

Perché nelle scuole? E’ nota l’attuale grande difficoltà della scuola a reggere le sfide del mondo contemporaneo, troppo mutevole, sfuggente, imprevedibile.

Emanuele Stellacci

Perché nelle scuole?
E’ nota l’attuale grande difficoltà della scuola a reggere le sfide del mondo contemporaneo, troppo mutevole, sfuggente, imprevedibile.

Le nuove reti di comunicazione sempre più veloci inondano l’intero pianeta di “notizie” , annullando le distanze e riempiendo letteralmente le menti delle persone, che non hanno più il tempo per poter “pensare”, “decidere”, “scegliere” da soli.

Il monopolio delle conoscenze è passato in un breve giro di anni dalla “scuola”, dai testi scritti, dalle èlite culturali classiche e moderne, alle testate radiotelevisive e giornalistiche, alle reti informatiche e digitali, ai microchip sempre pronti e aggiornati in tempo reale.

Le conoscenze scientifiche e tecnologiche si raddoppiano ogni lustro e diventano obsolete in tempi sempre più rapidi: alla scuola compete quindi il compito di istruire e formare ad apprendere ad apprendere per l’intero arco della vita, a distinguere l’essenziale dal superfluo, la notizia dal contorno gridato e amplificato ad arte.

Il bombardamento crescente delle cattive notizie, provenienti da tutti gli angoli della terra, ci da una visione del mondo volutamente distorta e unilaterale.

Le aule scolastiche dovrebbero trasformarsi in laboratori nei quali le menti debbono allenarsi:

  • a distinguere il fatto dall’opinione, il vero dal falso, il “parziale” dal tutto: la rilevanza momentanea di un argomento alla sua altrettanto rapida caduta nell’oblio

  • a ricercare le buone notizie anche all’interno di eventi “negativi” o disastrosi.

Tutte le notizie sono meritevoli di essere “conosciute”, ma è anche vero che la mente umana non è illimitata e perciò deve apprendere l’arte di scegliere ciò che è essenziale, buono, vero, bello, meritevole di essere introiettato.

La buona notizia non è soltanto l’atto pio e caritatevole …… da libro “Cuore” scritto nell’ottocento, ma è soprattutto la non accettazione del predominio del male, il rifiuto dell’indifferenza verso chi soffre, la partecipazione attiva alla vita comunitaria.

Il laboratorio della buona notizia ha un obiettivo ambizioso: guidare ad apprendere « l’arte di vivere in un mondo più che saturo di informazioni » attraverso l’esercizio della ricerca, individuazione, localizzazione di ciò che di “umano” c’è nell’uomo, nella persona che lavora, sceglie, decide, soffre, ama.

Il Coordinatore Delle Attività Educative e Didattiche

Prof. Emanuele Stellacci

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