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Non potrei immaginare di sapere che i miei figli sono in carcere: ne morirei

Il carcere che vorrei dovrebbe essere recupero, reinserimento: vorrei poter fare delle attività che mi aprissero la speranza ad un futuro migliore, anche per dare un futuro ai miei figli.

Vorrei che ci fossero celle aperte per socializzare con altri “compagni di sfortuna”, pranzare insieme, scrivere qualche poesia, condividere pensieri, dialogare, giocare a carte…

Penso che se lavorassimo davvero, imparando un lavoro “vero” che può servire una volta fuori, potremmo pagarci le spese di mantenimento con il nostro stipendio senza dover pagare una volta usciti.

…ma noi siamo sempre lo scarto della società che ci disprezza, ancora di più perché costretta a pagare per noi attraverso le tasse che aumentano…

Io non potrei mai immaginare di sapere che i miei figli sono in carcere: ne morirei al solo pensiero! Ed è per questo che credo sia importante avere una mano dalle istituzioni per aiutarci nel mondo del lavoro.

Giuseppe

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