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Lettera ai figli

“Vorrei, cari figli miei, tornare a riprendere il mio ruolo, quello di padre, il più bello e il più difficile che esista al mondo. Eppure sono sicuro che tale ruolo mi appartiene, non mi sento inadeguato a ricoprirlo”

Carissimi figli,

vi scrivo per ricordarvi il mio infinito amore per voi.

Capisco il vostro dolore, il vostro rancore, ma la lontananza non è mai stata una buona medicina. La mia lontananza dal vostro calore, infatti, mi impedisce, anche fisicamente, di dimostrarvi ciò che, dal vostro primo vagito, nutro per voi.

So anche, cari figli, che mai potrò ridarvi indietro la spensieratezza che vi ho tolto…

Sapete anche che mai ho pensato di lasciarvi, che sempre ho asciugato le vostre lacrime, che sempre ho tentato di accontentare anche i piccoli capricci.

La vostra lontananza mi tormenta, i vostri visi occupano i miei sogni, i miei pensieri, dall’alba sino a notte inoltrata.

Vorrei tanto abbracciarvi, accarezzare le vostre facce, ridere con voi come facevamo un tempo, scherzare e perché no, anche rimproverarvi.

Vorrei solo sentire un suono, un suono semplice eppure profondo venire dalle vostre voci: papà!

Vorrei, cari figli miei, tornare a riprendere il mio ruolo, quello di padre, il più bello e il più difficile che esista al mondo. Eppure sono sicuro che tale ruolo mi appartiene, non mi sento inadeguato a ricoprirlo.

Gli uomini sbagliano, prendono strade apparentemente strane, eppure il loro amore per i figli non viene mai meno, non termina mai, se non con la fine della vita.

Vi abbraccio

Il vostro papà

Domenico

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