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Il lupo cattivo chiamato argento

“Il coraggio e la forza non devono essere usati per incutere paura e terrore, ma per il bene della società”

Tanto tempo fa, c’era un lupo davvero cattivo e temuto dal suo branco e da tutti gli altri branchi. Ma era il più bell’esemplare! L’unico con gli occhi chiari e un manto argentato che brillava. Ma era odiato da tutti gli altri lupi e per paura nessuno lo affrontava.

Lui ogni notte andava sulla cima della montagna e ululava, e maggiormente nei giorni di luna piena il suo ululato si sentiva per tutta la foresta sottostante e l’eco arrivava fino alle montagne alla fine della foresta.

I lupi anziani sconsigliavano a tutti i lupi di scendere dalle montagne e andare nella foresta. Ma un giorno lupo Argento da solo si avventurò nella foresta per attraversarla tutta e scoprire le altre montagne.

Era allo scuro delle insidie che la foresta gli avrebbe riservato a sua insaputa, e così si trovò a combattere anche con esemplari di razze diverse, come la pantera, l’orso, la tigre e il re della foresta, il leone. Il leone, vedendo il suo coraggio e la sua tenacia lo fece passare.

Finalmente arrivò alla fine della foresta dove trovò le montagne e le risalì, e lì incontrò un altro branco di lupi. In questo branco vide una lupa bellissima, il cuore gli batteva forte! Era un sentimento che lui non aveva mai provato. Si innamorò di questa lupa di nome Luna. Combatté con tutti i lupi maschi del branco e vinse.

La lupa Luna anche lei si innamorò di lupo Argento per la sua bellezza! La sua forza! E dal loro amore nacquero tre bellissimi cuccioli: due maschietti e una femminuccia. Li chiamò Sansone, Ercole e la femmina Stella.

Lupo Argento insegnò loro che non dovevano mai incutere paura nel loro branco, ma dovevano essere leali con tutti. Così sarebbero stati rispettati non solo per la loro forza e coraggio, ma per la loro lealtà.

Per Argento, da quando conobbe Luna, la vita cambiò radicalmente. E visse felice e contento con la sua Luna, Sansone, Ercole e Stella.

Morale: il coraggio e la forza non devono essere usati per incutere paura e terrore, ma per il bene della società.

Giuseppe

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